Critiche

Paesi sognanti

Gli studi di nudo sono la premessa del costante interesse di Bruno per la figura umana, colta nelle forme e negli stati psicologici più vari e particolari.
Già dagli studi artistici a Milano, spiccano alcuni nudi di donna. In essi la linea grafica e il chiaroscuro sono piegati a risalire l’umanità vissuta e sofferta dei modelli, a rendere attraverso le forme la dimensione più intima dei loro vissuti.
Questo interesse si realizza poi appieno nella cospicua serie di ritratti commissionati.
In essi l’espressione quasi fotografica del carattere fisiologico si sposa con una tendenza all’idealizzazione del modello in uno stato di abbandono psicologico che coglie una dimensione a mezzo tra realtà e sogno.
Nei ritratti la fisionomia e la psicologia del soggetto sono cioè trasportate in una atmosfera di sogno che è propria del pittore.
Esemplare il ritratto della piccola “Daniela”(1974). Qui l estrema perizia tecnica è utilizzata per creare una particolare atmosfera, in cui prende consistenza il volto della piccola, riassunto tutto nello sguardo sospeso tra tristezza ed abbandono.
La parte più cospicua ed anche la più significativa dell’ opera dell’artista è però rappresentata da olii e dipinti, realizzati con tecniche poliedriche, di strani paesi”sognanti” in una strana natura.
In questi “idilli pittorici” si compendia l anima e il sentimento dell’arte di Bruno. Per lui “Arte” è comunicazione; è aprire con gli altri un discorso che possa procedere ininterrotto, pur attraverso varie fasi, fino al contatto, alla comunicazione con chi ha l’ opportunità di essergli vicino, ma anche con chi guarda occasionalmente una sua opera.
Da qui l ‘insistenza su di un oggetto preferenziale, che potrebbe sembrare una continua ripetizione. In realtà è una variazione sul tema.
Un gruppo di questi quadri è un po’ come una sonata romantica: abbiamo un tema e una serie di variazioni che utilizzano il materiale tematico originario, ma che combinano in modo diverso i vari elementi, collocandoli inoltre in atmosfere e stati psicologici sempre nuovi e sorprendenti.
Nessuno dei “sogni “ di Bruno è uguale all’altro. Gli elementi si combinano in modi sempre nuovi. Anche le tecniche ed i materiali variano. Anch’essi sono fondamentali perché entrano in primo piano a determinare lo sbocco fenomenico e concettuale dell’opera. Tecnica e materiali sono funzionali all’espressione comunicativa di una dimensione e di un significato. Basta confrontare i diversi livelli espressivi legati alle varie tecniche, nonché ai materiali utilizzati.
Per quanto riguarda i contenuti notiamo subito che le opere di Bruno sono come delle finestre dell’immaginazione su spazi di realtà sognata. Da una posizione preferenziale, collocata o in cima ad una scalinata che immette in un’ampia piazza, o sul dorso di una collina che i mostra la valle, contempliamo questo ampio spazio vuoto che si apre davanti a noi. Sul fondo, tra quinte laterali di massi, si arroccano o distendono i paesi. Sono luoghi fantastici, con le case stilizzate, punteggiate da piccole finestre buie, a tratti illuminate. Tra le case, strade anguste e ripide scalinate abbozzano mille prospettive e mille scorci, inerpicati tra luci ed ombre. Nessuna presenza umana turba il silenzio che sembra regnare tra i vicoli. Siamo soli di fronte a questo spazio; nessuno è davanti a noi. E’ l’unica condizione dell’uomo contemporaneo che vive la solitudine come malattia endemica.
Di fronte a questa solitudine le case, che suggeriscono un senso di chiusura, ma che al tempo stesso sono i luoghi in cui si celano tutti in possibili e stratificati vissuti, si affacciano su mille e mille viuzze e scalinate, lo sguardo che si fermi a contemplarle tutte per la scelta di un possibile percorso, rimane disorientato.
E’ difficile uscire dal proprio guscio e grande è il disorientamento che accompagna ogni scelta. Però un aiuto ce lo possono fornire gli astri, che con la loro varia luce illuminano le cose.
La Luna è l’amore vissuto in tutte le sue possibili dimensioni.
Esso è l’unico sentimento che possa aiutarci nella lotta quotidiana del vivere. Dal rapporto che instauriamo con la Luna dipendono i cambiamenti della nostra realtà quotidiana.
Anche la realtà fuori di noi potrà cambiare, ma solo quando “la Luna e il Sole faranno l’Amore”.
L’eclissi è il momento di trasformazione. Luna e Sole si rincorrono nei quadri di Bruno, ma non arrivano ad un contatto. Il futuro è ancora tutto da costruire.

Prof. Graziano Alfredo Vergani